Nel Governatorato di Damasco Rurale, oltre un decennio di conflitto e gli impatti del deterioramento economico hanno messo in ginocchio le comunità di piccoli allevatori e agricoltori, in un contesto segnato da mercati locali disfunzionali e da una severa insicurezza alimentare, nasce AZIMA: un’iniziativa di assistenza e early recovery promossa dall’ICU – Istituto per la Cooperazione Universitaria in collaborazione con la Syrian Arab Red Crescent (SARC) e finanziata dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS)
Il progetto adotta un approccio integrato e multilivello che supera la logica dell’assistenza umanitaria d’emergenza per gettare le basi di uno sviluppo autonomo e dignitosi nei distretti di Douma e Babila, l’intervento si concentra sul rilancio dell’allevamento ovino e sull’empowerment economico delle donne attraverso distribuzioni mirate esclusivamente a 200 famiglie vulnerabili che riceveranno 1.000 pecore gravide, supportate dalla fornitura di foraggio e sementi d’orzo per promuovere l’autoproduzione immediata di mangimi.
Parallelamente, AZIMA punta sul capitale sociale e sull’imprenditoria femminile, 100 donne rurali parteciperanno a percorsi formativi su competenze di business e life skills, ricevendo kit produttivi per l’avvio di microimprese domestiche legate alla trasformazione alimentare e all’artigianato locale
La vera forza del progetto risiede anche nella sua sostenibilità sistemica, AZIMA non si limita al supporto diretto, ma riabilita 4 centri veterinari e agricoli pubblici e 4 unità di trasformazione alimentare del Ministero dell’Agricoltura (MOAAR) restituendo piena funzionalità a queste infrastrutture e formando il personale locale, il progetto assicura una rete stabile di servizi essenziali e controlli sanitari sul territorio, garantendo che i risultati economici e sociali durino nel tempo






