Il Progetto CURE – “Enhancing Healthcare and Social Protection in 16 Social Development Centers (SDCs) Across Lebanon” – è stato implementato da ICU nell’ambito del Programma ISOSEP, finanziato dall’Unione Europea e realizzato da AICS in stretta collaborazione con il Ministero degli Affari Sociali (MoSA) e le sue strutture locali, i Centri di Sviluppo Sociale (SDCs). Il progetto ha contribuito a rafforzare l’accesso all’assistenza sanitaria primaria e ai servizi di protezione sociale, a beneficio delle comunità più vulnerabili e dei rifugiati siriani, supportando i centri con attrezzature mediche, materiali sanitari e meccanismi di gestione dei casi e referral verso servizi sanitari secondari.
Quando il conflitto ha colpito il Paese, la collaborazione tra i diversi attori si è rivelata fondamentale. ICU, MoSA e AICS hanno risposto distribuendo kit igienici e dignity kit alle famiglie sfollate, mentre campagne di screening medico hanno permesso di intercettare bisogni sanitari urgenti e garantire cure tempestive, anche tramite referral verso strutture ospedaliere.
La storia di Fatimah
In questo scenario si inserisce la storia di Fatimah, incontrata durante uno screening medico presso l’SDC di Qoubeh. Quella che doveva essere una semplice visita di controllo ha subito evidenziato una situazione critica. Alla postazione dei parametri vitali, l’infermiera ha rilevato pressione arteriosa estremamente elevata, respiro affannoso e pallore. Fatimah soffriva di malattie croniche e non aveva accesso a cure mediche da mesi; la recente perdita del marito e l’assenza di copertura sanitaria avevano ulteriormente peggiorato la sua condizione.
L’infermiera ha immediatamente avvisato il medico, che ha effettuato una valutazione accurata e rassicurante. In quel momento di grande vulnerabilità, Fatimah ha iniziato a sentirsi ascoltata e protetta. La diagnosi è stata chiara: ipertensione grave e non controllata, responsabile della debolezza che la affliggeva da tempo.
Vista l’urgenza, il medico ha attivato il referral verso l’Ospedale Governativo di Tripoli per ulteriori accertamenti, tra cui esami del sangue ed ecocardiografia. Grazie ai meccanismi di referral rafforzati dal Progetto CURE, il percorso è stato gestito in modo rapido ed efficace, assicurando cure tempestive.
Un mese dopo, Fatimah è tornata all’SDC con un sorriso nuovo. Ha raccontato di aver ripreso a camminare, salire le scale e svolgere le attività quotidiane. La sua salute era migliorata, e soprattutto era tornata la fiducia in un sistema sanitario capace di prendersi cura delle persone più vulnerabili.
La storia di Fatimah è una delle tante che dimostrano l’impatto concreto del Progetto CURE: grazie a screening mirati, supporto organizzativo e referral efficienti, centinaia di beneficiari hanno avuto accesso a cure tempestive, sentendosi ascoltati, rispettati e al sicuro lungo tutto il percorso di assistenza.
