Il 20 luglio 2026 ha preso il via in Giordania il progetto AMAL, un’iniziativa della durata di 21 mesi promossa da ICU – Istituto per la Cooperazione Universitaria, insieme ai partner locali Save the Children Jordan e Athar for Youth Development, e co-finanziata dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).
Il progetto mira a garantire a giovani e rifugiati siriani vulnerabili, con particolare attenzione a donne e persone con disabilità, l’accesso a un reddito stabile attraverso il lavoro dipendente o autonomo nei governatorati di Amman, Zarqa e Karak.
Per raggiungere questo obiettivo, AMAL interviene su tre ambiti complementari.
Formazione e accesso al lavoro
Il primo ambito riguarda la formazione di rifugiati siriani e giordani vulnerabili, con particolare attenzione a giovani, donne e persone con disabilità.
Per contribuire a ridurre il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, il progetto offrirà a 100 giovani corsi di formazione professionale (TVET) in settori in linea con le esigenze del mercato locale.
Il percorso comprende inoltre formazione pratica sulle soft e life skills, orientamento legale sul lavoro formale, contributi economici durante la formazione (Cash for Training), tirocini retribuiti ed eventi di matchmaking.
Sostegno all’imprenditorialità e alle MPMI
Il secondo ambito è dedicato al sostegno all’imprenditorialità e alle micro, piccole e medie imprese (MPMI) locali.
AMAL supporterà 30 MPMI attraverso contributi finanziari diretti e attività di accompagnamento finanziario, tecnico e legale. Sono inoltre previste attività di formazione sui Business & Human Rights (BHR) e sessioni di sensibilizzazione sulla finanza verde.
Queste attività mirano a stimolare la creazione di posti di lavoro sostenibili e inclusivi.
Il coinvolgimento del settore pubblico, privato e delle associazioni comunitarie
L’inclusione lavorativa richiede anche un cambiamento sociale e culturale per affrontare stigma, pregiudizi e discriminazioni.
Per questo, il progetto coinvolgerà in modo sinergico settore pubblico, settore privato, associazioni locali e comunità, attraverso attività di formazione rivolte alle Community-Based Organizations (CBOs) e alle cooperative locali, campagne di sensibilizzazione e attività con i media.
Sono inoltre previsti tavoli di dialogo tra istituzioni pubbliche, ONG e settore privato, con l’obiettivo di affrontare le barriere legali e strutturali all’inclusione lavorativa e favorire un cambiamento sistemico.
Nei prossimi 21 mesi, AMAL svilupperà queste attività nei governatorati di Amman, Zarqa e Karak, coinvolgendo persone, imprese e attori locali.
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